COMMERCIALISTI UNITI CONTRO I NUOVI ADEMPIMENTI

COMMERCIALISTI UNITI CONTRO I NUOVI ADEMPIMENTI

Anche il Consiglio nazionale appoggerà la protesta dei sindacati, partecipando alla manifestazione indetta per il prossimo 14 dicembre

Ci sarà anche il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili a protestare assieme ai sindacati di categoria contro i nuovi adempimenti, spesometro e liquidazione IVA trimestrali, introdotti dal decreto fiscale.

La decisione ufficiale sulla partecipazione alla manifestazione in programma il prossimo 14 dicembre dovrebbe arrivare nella mattinata di oggi, giornata in cui è prevista una riunione del CNDCEC con all’ordine del giorno proprio le iniziative da prendere in vista della protesta di metà dicembre.

L’orientamento di massima, però, è già chiaro: sia il Presidente Gerardo Longobardi che il Consigliere Massimo Miani, candidati alla presidenza del futuro CNDCEC e rappresentanti delle due anime, evidentemente contrapposte, dell’attuale Consiglio, sono infatti convinti che sostenere l’iniziativa sia la cosa più giusta da fare. “Spero – spiega Longobardi – che il Consiglio possa votare all’unanimità per l’appoggio incondizionato, eventualmente anche economico, alla protesta dei sindacati, perché il trattamento ricevuto dai commercialisti è troppo penalizzante.

Abbiamo chiesto che i nuovi adempimenti divenissero a cadenza semestrale e che fossero ridotte le sanzioni. Sulle sanzioni siamo stati ascoltati. Lo spostamento temporale solo del primo adempimento relativo alla spesometro, invece, mi sembra davvero una presa in giro che la categoria non merita”.
Dello stesso avviso Massimo Miani, “assolutamente convinto” che la categoria tutta debba partecipare alla manifestazione: “Il disagio – spiega – è arrivato al limite, siamo soffocati dagli adempimenti. Dopo anni in cui ai tavoli con le istituzioni parliamo di semplificazione, non possiamo accettare che arrivino nuovi adempimenti. Di conseguenza, è giusto che, in maniera civile, si manifesti tale disagio”.

In quest’occasione, quindi, il Consiglio nazionale sarà compatto a favore della protesta. Il che segna un cambio di passo nella strategia di comunicazione nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Fino ad oggi, infatti, si è provato ad andare avanti per la strada del dialogo, senza però riuscire a ottenere i risultati auspicati. “Io spero – aggiunge Longobardi – che questo sia solo un incidente di percorso e che si possa ripartire al più presto con l’interlocuzione. Negli ultimi due anni abbiamo partecipato a tanti tavoli, ragionando sulle scelte da adottare, ma le ultime novità sono arrivate senza la minima condivisione da parte nostra”.

“Il rapporto deve cambiare – insiste Miani –. I commercialisti chiedono maggior rispetto per il lavoro che fanno giorno per giorno. Un rispetto che sarebbe dovuto, considerando che abbiamo portato risparmi notevoli all’Amministrazione finanziaria, sobbarcandoci gran parte di costi prima sostenuti dallo Stato. Costi che non siamo riusciti minimamente a ribaltare sui nostri clienti”.

Va da sé, proprio in ragione dell’ampia presenza di Consiglieri ricandidati al prossimo CNDCEC, che oltre al Consiglio nazionale anche i due schieramenti che si sfideranno alle elezioni del 9 gennaio siano entrambi a favore della protesta.

da Eutekne.it

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